|
La
Chiesa e il Convento di S. Maria del Gesù
Nacque per
volere del Commissario per la Basilicata, padre
Bonifacio da Mascufo, in virtù
della bolla Ex suprema dispotitione, emanata dal Papa Sisto
IV il 20-11-1473. Poiché la
Basilicata non aveva una provincia francescana era intenzione del frate
Bonifacio erigere una provincia autonoma di Basilicata. Alla fine del
‘500 i frati che vivono nel Convento
sono circa venti. La Chiesa
dedicata a S. Antonio, adiacente il lato destro del Convento, venne riedificata negli anni 1542-1546. L’impianto
originario venne ampliato mediante l’aggiunta di una navatella a fianco
della navata principale ed entrambe le navate furono coperte da volte a
botte unghiate. Nel
1646 la Chiesa
attigua al Convento, ormai
diroccata, venne ricostruita, in un momento di ripresa dell’Ordine
francescano; il ‘700 è forse il periodo di maggiore floridezza a
giudicare dagli arredi sacri rinvenuti nei vari conventi.
All’inizio del
1800 ci si avvia verso la soppressione dell’Ordine che diventa determinante con l’Occupazione francese
(1805-1815) del Regno di Napoli
e con il ritorno dei Borboni. Il
convento non
ospita più i monaci e rimane in disuso per un certo periodo, per poi ad
avere nuove destinazioni: sarà prima residenza della Guardia Nazionale Borbonica e poi ospiterà il Convitto del Ginnasio. Nella seconda metà
dell’800 si verificano vari tentativi di riorganizzazione della vita
religiosa, ma il terremoto del 1857 scoraggia gli entusiasmi a
ricostruirsi Il
1884 vede
Giovanni Pascoli come commissario d’esame presso il Ginnasio che ha
sede nel Convento. La fine
dell’800 vede la ripresa del movimento francescano con i due ordini, Osservanti e Riformati,
sino al 1897 quando, con la bolla felicitatem quidam di Papa Leone
XIII, nasce l’unico Ordine
dei Frati Minori. Si trova appena
fuori dal centro storico del paese perché, mentre i benedettini
costruivano i loro Conventi di preferenza sui monti e i cistercensi nei fondovalle, gli Ordini mendicanti si insediano, dal XIII
sec. in poi, all’interno o nei pressi delle città, considerando la propria
missione legata più alla cura delle anime
che alla contemplazione.
Articolato
intorno ad un chiostro quadrangolare, ha subito numerose trasformazioni
nel corso dei secoli, dovute soprattutto alle diverse destinazioni
d’uso. Nel
1873 il Convento
fu adibito a Convitto Municipale,
intitolato a Silvio Pellico, che, al dire del Caputi[1],
ospitò sia la scuola tecnica che la scuola ginnasiale fino al 1895, anno
in cui sia il Convitto che le scuole furono chiuse. Agli inizi del
1900, fu sede dei Regi Carabinieri. [1] F. P. Caputi, op. cit., cap. IV
|