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Ho l'arpa al collo, son Viggianese; Tutta la terra è il mio paese! Come la rondine che lascia il nido Passo cantando di lido in lido; E finché‚ in sen mi batte il cor Dirò canzoni d'armi e di amor. Tutta s'allegra la vita mia De' fior più belli dell'armonia. Fanciul
cantando mi Al suon dell'arpa mi risvegliai: E quando al desco mancava il pan, Tosto alle corde correa la man. Il soffio udii della tempesta Passar fremendo nella foresta: E allor che narro strane paure, Vecchie leggende, visioni oscure, Quel
suon sull'arpa sento passar
Siccome il nembo passa sul mar. Gemere intesi talvolta a sera Nella vallata la capinera: e allor che canto del casto affetto, Che alle fanciulle travaglia il petto, Sull'arpa
vola qual suon gentil, Come su'gigli l'aura di aprii. Udii dell'organo le gravi note, L'inno solenne del sacerdote: E quando narro le opre di Dio, Quando favello dell'angiol mio, Tal suon dall'arpa dirompe fuor, Qual fanno gli Angeli sull'arpa d'or. Dovunque sono donne amorose, Lieti garzoni, novelle spose, Come la rondine che lascia il nido Passo cantando di lido in lido: E fin che in petto mi balza il cor, Diro
canzoni d'armi e d'amor.
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