A
1023 m slm, domina l'Alta Valle dell' Agri,con il suo arroccato centro
storico, fatto di case antiche e di antica musicalità. "II paese non
è grande, ma nemmeno piccolo - scriveva al Carducci Giovanni Pascoli,
commissario d'esami nel 1884 a Viggiano, presso l'allora fiorente Convitto
Ginnasio "S.Pellico" - l'aria ottima, pittoreschi dintorni, le
rovine di Grumentum a pochi passi; arpeggiamenti per tutto, che fanno di
Viggiano l'Antissa della Lucania"
Centro
agricolo dell'Appennino Lucano, nel massiccio del monte Vulturino, alle
pendici meridionali del monte Sant'Enoc (1341 m), occupa il versante
meridionale di due distinti rilievi e la selletta che li separa, nel
bacino del fiume Agri.
Antico pagus di Grumentum, trae la sua denominazione dal gentilizio romano Vibius. Centro basiliano sin dal sec.X, l'antica Bizzano (la Byanum angioina) fu fortificata dai Longobardi di Salerno. Posseduta nel 1239 da Berengario, partecipò alla rivolta ghibellina del 1268. Costretta alla resa da Ruggero Sanseverino, fu da Carlo d'Angiò assegnata a Bernardo de la Baume. Feudo di Giovanni Pipino all'inizio del sec.XIV, fu conquistata da Roberto Sanseverino e da Raimondo del Balzo nel 1340 e da Ladislao fu infeudata ai Dentice che la tennero sino al 1631. Acquistata dai del Sangro per via matrimoniale passò ai di Loffredo di Potenza.
Cenni
artistici
Dell'antico
castello, probabilmente del sec.XIII, rimangono, in alto sul paese, parte
delle torri laterali ed un tratto delle mura. Nella chiesa annessa
all'ex-convento dei Francescani (sec.XIII) vi sono i resti di un
interessante coro ligneo del sec.XVII. Sussistono in località Santa
Barbara, su un'alta rupe, i ruderi della chiesa di S.Maria della Pietra (sec.XV).
In località le Vigne, nel 1936, è venuto in luce il pavimento mosaicato
di una villa di età romana. In contrada Valloni (870 m), a notevole
profondità, sono state individuate tracce di un abitato di età romana e
di antichità precedenti.
Patria di Ferdinando Cassani, autore delle "Questiones medicae" edite in Venezia nel 1564, e di Giambattista Verri, medico e filosofo vissuto nel XVII secolo. Nota per il suo santuario, per i suoi musici e per le antiche scuole artigiane di liuti e di arpe, questa cittadina si distinse nella resistenza borbonica contro i francesi scesi alla conquista del Regno di Napoli. Feroci le rappresaglie dei vincitori: al massacro dei suoi difensori costretti alla resa il17 agosto del 1806, seguì, a distanza di qualche giorno. la punizione decretata dal vincitore. Il 22 agosto, per ordine del Comandante della colonna mobile di Basilicata, cinquantasette giovani viggianesi vennero fucilati. L'ordine fu tassativo: ogni cento abitanti (Viggiano ne contava 5669) uno doveva pagare con la vita. È', questa di Viggiano, una delle tante rappresaglie ordinate dai francesi in Italia meridionale e che la storiografia ufficale continua ad ignorare.
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